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Biografia
Luca Farulli è titolare della cattedra di Estetica presso l’Accademia di Belle Arti di L’Aquila e Research Associate presso l’Istituto IZKT dell’Università di Stuttgart (R.F.T). Insegna Estetica dell’arte digitale presso il Master Multimedia dell’Università di Firenze. Le sue ricerche sono dedicate al tema del colore (L’occhio di Goethe. La ‘Teoria dei colori’, Pisa, ETS, 1998) e dell’estetica ottocentesca (Burckhardt e Nietzsche, Firenze, 1998), come pure all’estetica dell’arte elettronica (CCC, a cura di C. Cilli, Corazzano, Titivillus, 2004). E’ stato Gastdozent all’Università di Stuttgart e alla University of Design di Budapest.

Intervento
Nell’intervento a “Struttura” della edizione 2005, Farulli si era soffermato sulla categoria di ascolto
per parlare di criteri progettuali e valutativi, cioè estetici, in merito ai linguaggi artistici di genere
elettronico, con particolare riguardo all’ambito dell’immagine.
Accogliendo l’invito, quest’anno, a misurarsi con il tema del luogo, procede l’analisi sviluppando la
stessa strategia avviata con ascolto.
Luogo, luogo della fruizione, come recita la proposta di “Struttura”, è tema, certo, centrale dell’arte
del video ed elettronica più in generale. Basta, per il tratto di vicenda italiana, ricordare la fase
d’esordio di Studio Azzurro costituita dal Laboratorio di Comunicazione Militante.
Al tempo stesso, avverte però la necessità di pensare a luogo in modo da espungere da esso i
connotati infidi di una dimensione condizionante; di assumerlo come una dimensione che è
riconfigurata e da riconfigurare attraverso l’intervento d’opera o di progetto artistico. Propone,
quindi, la lettura di luogo in termini di zona, nel senso in cui tale termine è teoreticamente
rioccupabile attraverso le suggestioni che provengono da “Stalker” di A. Tarkovskij. Luogo, in
termine di ascolto.